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Tuesday, August 22, 2017 ..:: Melissa e Torre Melissa ::.. Register  Login
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Melissa, nel nome un binomio dolce e misterico che sa di miele e magia.

Origini magnogreche, comuni su questa sponda jonica della Calabria, che si perdono nel tempo e nella leggenda. Ovidio, nelle Metamorfosi tesse le lodi del vino di Melissa e ne fa risalire la fondazione al re di Creta Melisseo. In altre leggende, il nome deriverebbe dalla maga Melissea, protettrice delle api, tanto che oggi la maga e le api sono raffigurate nel gonfalone del Comune. Ciò che è certo, perchè confutato da numerosi ritrovamenti archeologici, non ultimo il basamento di un imponente tempio dorico, è che dall'VIII secolo a. C. questo tratto di costa tra Cirò e Crotone fu teatro del processo di colonizzazione achea che produrrà il fiorire di una civiltà di grande importanza storica. Un melting pot di razze e popoli che conquisteranno l’egemonia sul mare e sui mercati d’Oriente.

Con la dominazione romana seguirà un periodo di forte decadenza tanto che il territorio riacquisterà una certa vitalità solo in epoca bizantina e longobarda e poi, successivamente, nel corso della dominazione sveva e angioina. I primi feudatari di cui si hanno notizie sono i fratelli Guidone e Iordano de Amanteya che, nel 1200, sono fedeli agli Svevi. Il centro abitato di Melissa, arroccato verso l’entroterra, ha un suo sbocco sul mare nell’abitato di Torre Melissa, una frazione che prende il nome proprio dal torrione che svetta su di un suggestivo promontorio roccioso. La torre ha una sua forte connotazione con un tratto distintivo elegante e, nello stesso tempo, sobrio.

 Passando dalla statale 106, anche il viaggiatore più distratto non può fare a meno di osservare questa torre ed esserne in un certo modo rapito. Soprattutto perché è davvero difficile trovarne una simile nel disegno e nello stile. Pur essendo un semplice avamposto fortificato, posto a controllo del golfo verso le invasioni provenienti dal mare, assume per certi versi i tratti del piccolo castello. L’origine è incerta, il sito già in epoca greca e romana rappresentava un punto di avvistamento importante. Certamente la prima costruzione fu abbozzata in epoca normanna e successivamente riadattata dagli Svevi. Ma la connotazione attuale venne acquisita in epoca aragonese. La torre rientrò sicuramente nel piano di opere di fortificazione costiera voluto sia da Ferrante sia, successivamente, da don Pedro da Toledo, su precisa volontà di Carlo V.

La Calabria, più di tutte le altre regioni meridionali dominate dagli Spagnoli, è piena di torri e fortificazioni che testimoniano una vera e propria linea difensiva costiera atta a individuale e bloccare le incursioni piratesche sia sullo Jonio che sul Tirreno. La Torre di località Torrazzo di Torre Melissa rientrava in questo disegno strategico e difensivistico. Nel rapporto proporzionale tra diametro e altezza sembrerebbe essere un po’ bassa, ma non è per nulla tozza. La forma circolare della struttura è alleggerita e resa elegante da otto contrafforti che, spingendosi lateralmente a mò di raggi, ne ampliano il perimetro. Nella porzione prospiciente il mare, un corpo avanzato quadrangolare la connota ulteriormente. Entrando dal portone principale ci si affaccia su di un cortile circolare che presenta un pozzo centrale per la raccolta dell’acqua e che rendeva autosufficiente chi vi soggiornava. Su questo stesso piano erano presenti locali adibiti al corpo di guardia, alle stalle, ai magazzini e alla sala per le armi. Da una scala esterna si accede ai locali del piano superiore che potremmo definire nobile poiché conteneva le abitazioni signorili dei proprietari e feudatari che si sono avvicendati nel possesso di questo torrione. Le recenti opere di ristrutturazione e recupero non hanno appesantito la struttura mantenendo l’impianto originario e lo stile.

L’ulteriore piano superiore rappresenta la terrazza dalla quale è possibile ammirare il tratto di golfo compreso tra Cirò e Crotone, un tratto di mare sempre solcato da navi veloci che caratterizzavano gli scambi commerciali tra la Magna Grecia ed il bacino più orientale del Mediterraneo, fino all’Egeo. Numerose le pagine che raccontano le gesta di pirati turchi, come il Pascià Cicala, un rinnegato “messinese” diventato capitano di una flotta turca, come “Occialì” di Le Castella, che tentò di assediare Torre Melissa dopo i tentativi di sbarco falliti a Isola Capo Rizzuto ed a Capo Colonna. Un’offensiva prontamente respinta dalle truppe del Conte di Melissa, Giovan Battista Campitelli. Ai Campitelli, senza discendenti diretti, successero i Pignatelli di Strongoli.

Le cronache raccontano che la tenacia dei Turchi vide capitolare questo territorio nel 1803 allorquando, in un ultimo attacco, i turchi riuscirono a conquistare la Torre. Successivamente, la Torre finirà in mano ai Berlingieri, ricchi possidenti terriere, passati alla storia per i tragici eventi di Melissa del 1949, una delle pagine più buie della storia della lotta contadina al latifondo.

Oggi il torrione, è aperto al pubblico ed ospita un piccolo museo di storia contadina.

 

 

fonte: rivista Klichè


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